Proprietà industriale PMI: l’intervento di Ambico srl al tavolo UIBM per la crescita del Made in Italy
La tutela dell’innovazione non è un mero adempimento burocratico, ma il primo mattone per costruire la solidità finanziaria di un’impresa. Su questo principio si è fondato l’intervento di Jonathan Morello Ritter, CEO di Ambico Srl (società partner di Gift Solutions) in veste di consigliere di Confapi, durante il recente webinar promosso dalla Direzione Generale per la Proprietà Industriale del MIMIT. L’incontro, focalizzato sulle iniziative WIPO a sostegno delle imprese, ha delineato le nuove strategie per trasformare la proprietà industriale PMI in una leva di competitività globale.
La proprietà industriale PMI come asset strategico
Durante il suo intervento al tavolo istituzionale, Jonathan Morello Ritter ha ribaltato il paradigma tradizionale con cui le aziende guardano ai beni immateriali. Marchi, brevetti, design e segreti commerciali rappresentano oggi fino all’80% del valore di mercato di un’azienda competitiva. La gestione corretta di questi asset genera impatti immediati e misurabili sul bilancio aziendale, garantendo un vantaggio competitivo difficilmente replicabile dai concorrenti esteri.
Accesso al credito facilitato. Come sottolineato da Jonathan Morello Ritter, il sistema bancario e gli investitori istituzionali valutano i brevetti concessi come garanzie reali. Un portafoglio titoli solido abbassa i profili di rischio dell’azienda durante la richiesta di nuove linee di credito per l’espansione.
Nuovi flussi di ricavi. Sviluppare una tecnologia e tutelarla permette di concedere licenze d’uso a partner terzi. Questa strategia consente alle PMI di monetizzare l’innovazione anche in mercati geografici non presidiati direttamente dalla propria rete commerciale.
Aumento della capitalizzazione. Nelle operazioni di finanza straordinaria, come fusioni o acquisizioni societarie, possedere un portafoglio IP (Intellectual Property) ben strutturato incrementa direttamente il moltiplicatore applicato per la valutazione complessiva della società.
Le iniziative WIPO per l’internazionalizzazione tecnologica
Il confronto istituzionale, che ha visto la partecipazione del MAECI e delle principali associazioni di categoria, ha acceso i riflettori sui servizi della WIPO (World Intellectual Property Organization). L’obiettivo condiviso da Confapi è rendere questi strumenti accessibili e operativi per le realtà del nostro tessuto produttivo, colmando il divario informativo con le grandi multinazionali.
WIPO IP Diagnostics è il primo strumento analizzato: un software di autovalutazione che permette ai responsabili tecnici e finanziari di mappare i rischi IP in pochi minuti, individuando le aree aziendali scoperte.
Tramite il Sistema di Madrid e il Sistema dell’Aia, le imprese vengono agevolate nei processi di internazionalizzazione. Queste procedure centralizzate abbattono i costi amministrativi fino al 60% per il deposito di marchi e design in oltre 130 Paesi, azzerando i costi di intermediazione legale locale nella fase di avvio. Infine, i programmi della WIPO Academy supportano la formazione tecnica interna, allineando le competenze del management ai più alti standard globali.
Sinergia tra istituzioni e consulenza per tutelare il Made in Italy
La difesa del patrimonio manifatturiero italiano richiede una forte alleanza tra le istituzioni regolatrici e le società di consulenza che affiancano gli imprenditori. L’impegno portato avanti da Jonathan Morello Ritter per Confapi conferma la necessità di una collaborazione stabile con il MIMIT e la WIPO, traducendo le normative in vantaggi concreti per le imprese.
La tutela Made in Italy smette di essere un concetto astratto quando la tecnologia dei nostri distretti industriali viene protetta legalmente. Sviluppare un portafoglio IP richiede metodo e la guida di partner qualificati in grado di intercettare anche le agevolazioni pubbliche dedicate, come i bandi Brevetti+ e Marchi+.

