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Fotovoltaico, in arrivo la nuova frontiera: dal 2024 installarlo è gratis

Energia rinnovabile, gli impianti non saranno più comprati ma utilizzati come un servizio. L’analisi di Alessandro Salvalaio (GIFT) e Jonathan Morello Ritter (Ambico): «La direzione? Impianti sempre più performanti e costi sempre più sostenibili». Ecco cosa c’ da sapere sul fotovoltaico gratis. (fonte ADN Kronos)

Il futuro? Energia rinnovabile prodotta da impianti sempre più piccoli e performanti. La direzione indicata da ricerche e test svolti da università e istituti è chiara, e spinge verso celle fotovoltaiche sempre più efficienti. Oggi esistono pannelli fotovoltaici di tutte le dimensioni e potenze, e delle più svariate tipologie (a coppo, trasparenti, a celle etc.). In Sicilia e in Veneto, in particolare a Padova, stanno fiorendo grandi fabbriche di produzione di pannelli fotovoltaici e un nuovo impulso al settore arriverà grazie ai fondi del PNRR. Pensiamo solo agli 1,5 miliardi che saranno stanziati entro il 2026 per la realizzazione di parchi agrisolari. O ai 2,2 miliardi di contributi a fondo perduto fino al 40% dell’investimento per la creazione di Comunità Energetiche. Il tutto con l’obiettivo di realizzare una potenza complessiva di almeno due gigawatt.

Ma la vera sfida è la sostenibilità, anche economica, dell’investimento. Ebbene, anche da questo punto di vista la tendenza già si delinea: dal 2024 gli impianti fotovoltaici non saranno più comprati ma utilizzati come un servizio. Un po’ come è successo per le automobili, la formula del “noleggio a misura” sarà, secondo le previsioni, la nuova modalità di utilizzo che sostituirà in breve tempo la vendita.

Ma quali sono i vantaggi nell’affittare un impianto fotovoltaico?

Risponde Alessandro Salvalaio, Presidente del CdA di GIFT Srl, impresa che già propone questo servizio, denominato “FV Cloud”, dedicato al mondo delle aziende: «Come prima cosa va detto che l’imprenditore non deve tirare fuori soldi o predisporre pratiche di noleggio con gli istituti. L’investimento lo facciamo noi. Così l’azienda può continuare a investire sulla sua attività, su nuovi processi e prodotti. Inoltre, una volta installato e allacciato l’impianto, l’imprenditore risparmia da subito: per tutta l’energia autoconsumata può giovarsi di un costo inferiore di circa il 30% di quello che pagava in bolletta. Ma il bello deve ancora venire: dopo dieci anni l’impianto fotovoltaico viene regalato all’azienda, che potrà beneficiare di altri vent’anni di energia pulita a costo zero».

Una sinergia tecnica e finanziaria che promette uno sviluppo importante delle energie rinnovabili

Il tutto in un contesto di transizione ecologica che stenta a ripartire dopo lo stop del bonus 110. Abbiamo chiesto a Jonathan Morello Ritter, Amministratore di Ambico ed esperto di Finanza Agevolata, quali possano essere gli sbocchi di questi servizi innovativi: «Il vantaggio del servizio FV Cloud di GIFT è che non è oggetto di agevolazioni. Può sembrare un paradosso, ma l’osservazione non è per nulla banale. Io dico sempre ai miei clienti che i progetti devono essere sostenibili anche senza agevolazioni, e che le agevolazioni devono essere solo un acceleratore. Ecco: FV Cloud non ha bisogno di incentivi perché il suo ritorno economico e finanziario è immediato».

Fotovoltaico e rinnovabili: il futuro anche per le istituzioni

La direzione, come detto, è chiara. Il filo rosso che lega Agenda 2030 e PNRR si sta ulteriormente rafforzando attraverso la messa a punto di strumenti che mirano a favorire la sostenibilità e il ricorso alle fonti rinnovabili. E rapidi passi da gigante arriveranno grazie alla ricerca, in particolare attraverso lo sviluppo delle celle solari sottili, che promettono una svolta nel fotovoltaico. Uno studio condotto da Amolf, Surrey University e Imperial College ha dimostrato che la loro efficienza può arrivare anche al 65%, contro il 25 attuale, riducendo il consumo di silicio di oltre il 99%.

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Sulla stessa linea si pone unostudio dell’Università di Padova e del National Renewable Energy Laboratory (NREL), il principale laboratorio USA per le energie rinnovabili. Questo studio mostra che sottoponendo il silicio a brevissimi shock termici indotti da impulsi laser è possibile realizzare una nuova tecnologia. Le celle fotovoltaiche così prodotte saranno ad alta efficienza. Già, la strada è segnata: impianti sempre più performanti, costi sempre più sostenibili: il futuro delle energie rinnovabili è questo.

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Comunità energetiche, in arrivo 2 miliardi di investimenti per le rinnovabili, Morello Ritter: «Siamo ancora in tempo per evitare il caos Superbonus»

L’amministratore di Ambico: «Servono certezza, chiarezza e capienza, elementi che a oggi mancano». Salvalaio (GIFT): «Fondamentale poter produrre energia rinnovabile in un punto diverso da dove si consuma». Queste in sintesi le opinioni dei due imprenditori sul tema comunità energetiche, ma vediamo l’argomento nel dettaglio. (fonte ADN Kronos)

Comunità energetiche: un fondo da 2 miliardi e 200 milioni.

Tanto è previsto dal PNRR per finanziare il sistema delle comunità energetiche, veri e propri modelli di solidarietà che permettono di condividere tra diversi soggetti, sia pubblici che privati, la realizzazione di un impianto a energia rinnovabile, beneficiando dell’energia prodotta e autoconsumata. Per la realizzazione sono inoltre previsti degli incentivi che consentono di rientrare più velocemente dagli investimenti effettuati.

Sebbene i soldi a disposizione sembrino molti, va considerato che sono tantissimi i comuni e gli enti locali che si stanno organizzando per la realizzazione di comunità energetiche basate soprattutto sul fotovoltaico, progettando impianti che per convenienza hanno taglia da 1MW, con un costo stimato di 1,5 milioni di euro per singolo impianto. Si tratta di progetti importanti, perché ogni impianto da 1MW può soddisfare il fabbisogno di enti locali e imprese e coprire il consumo di 300 famiglie.

Un ritardo normativo ma attesissimo: una normazione delle tariffe

I decreti che dovevano essere emanati per la regolamentazione delle tariffe incentivanti e delle modalità operative, però, tardano ad arrivare. A riguardo, è significativo il fatto che a oggi in Italia siano un centinaio le comunità energetiche attive, ma che soltanto 16 siano riuscite a completare l’intero iter di attivazione presso il Gse (Gestore servizi energetici), e che, come conferma Legambiente, di queste solo tre – la comunità energetica di Vitulano, il Residence Cicogna e un autoconsumatore collettivo di ACEA Pinerolese –abbiano ricevuto i primi incentivi statali.E molti operatori del settore, oggi,temono che si riproponga il caos del Superbonus 110, con decine di diverse interpretazioni normative e ridefinizione delle regole in corsa.

«Certezza, chiarezza e capienza. Sono la ricetta per far funzionare le norme a sostegno degli investimenti», dichiara l’imprenditore Jonathan Morello Ritter di Ambico Srl, società leader negli investimenti sostenibili. «Le comunità energetiche purtroppo peccano su tutti e tre i fronti. Stiamo attendendo chiarimenti da mesi e, a oggi, ci troviamo ancora in un limbo. Le risorse a disposizione del PNRR ammontano a circa 2 miliardi, per un valore, a pieno regime, pari a un migliaio di impianti fotovoltaici. Ecco perché è necessario fare bene i conti per evitare che si ripeta il preoccupante balletto a cui abbiamo assistito col Superbonus 110, senza considerare il possibile proliferare di “professionisti improvvisati in comunità energetiche”, fenomeno che già sta vedendo la luce nel Paese, così come era accaduto, a suo tempo,nell’edilizia».

Comunità energetiche: gli incentivi hanno uno scopo ben preciso

Gli incentivi, tendenzialmente, sono mirati a portare alla piena maturità alcuni settori che non riescono a raggiungerla senza una spinta. Ma il settore delle comunità energetiche sembra aver già raggiunto questo traguardo ancora prima di partire. Gli investimenti nelle comunità energetiche con sistemi fotovoltaici, grazie agli incentivi, dovrebbero rientrare delle spese entro 5 anni. Tuttavia, anche senza queste agevolazioni i tempi di rientro si aggirano comunque attorno ai 7 anni, un intervallo ritenuto comunque buono per gli investitori, considerando che la vita degli impianti fotovoltaici oramai supera i 30.

«Occorre rendere concrete queste norme e queste agevolazioni», spiega Alessandro Salvalaio di GIFT srl, società specializzata in impianti fotovoltaici e comunità energetiche. «La cosa importante comunque è che rimanga per sempre la possibilità di produrre energia rinnovabile in un punto diverso da dove si consuma. Solo così possiamo puntare alla sostenibilità e creare un mercato green che permette alle aziende di investire».

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