Per un’impresa che sta valutando l’installazione di un impianto fotovoltaico e l’ingresso in una Comunità Energetica i giorni per decidersi sono veramente contati.
Entro il 31 dicembre 2027, infatti, i nuovi progetti potranno accedere all’attuale tariffa incentivante riconosciuta sull’energia condivisa, ma dopo quella data le Comunità Energetiche non scompariranno, potrebbero tuttavia nascere con condizioni economiche diverse da quelle disponibili oggi.
La questione quindi, non è soltanto capire che cosa sia una Comunità Energetica, è comprendere se rimandare la valutazione possa significare perdere un’opportunità.
Una CER consente a imprese, cittadini ed enti dello stesso territorio di produrre energia rinnovabile e ottenere un incentivo quando questa energia viene prodotta e utilizzata tra loro. L’azienda che realizza un impianto fotovoltaico può utilizzare l’energia prodotta per coprire in maniera autonoma i propri consumi, mentre quella in eccesso viene utilizzata direttamente dai membri della CER. Questo modello di condivisione di energia è in grado di generare un incentivo sia per l’azienda produttrice che per i partecipanti della CER.
Attualmente questo modello è sostenuto da un sistema di incentivi ma, dopo il 2027, il valore delle CER potrebbe dipendere sempre meno da questi e sempre più dalla capacità di utilizzare l’energia in modo efficiente. Saranno importanti l’autoconsumo, i sistemi di accumulo, la gestione intelligente dei consumi e la valorizzazione dell’energia prodotta in eccesso.
Le Comunità Energetiche potrebbero quindi evolvere da semplici progetti incentivati a vere infrastrutture locali, capaci di collegare imprese, edifici pubblici e cittadini. Per le aziende questo potrebbe significare maggiore controllo sui costi energetici, migliore utilizzo del fotovoltaico e nuove forme di collaborazione con il territorio.
Resta dunque una forte incertezza sulle regole che saranno applicate alle nuove CER dal 2028.
Secondo Alessandro Salvalaio, CEO di Gift Solutions, il settore ha bisogno di regole più stabili e di una visione di lungo periodo:
«Per permettere a cittadini e imprese di programmare investimenti importanti, è necessario conoscere con maggiore chiarezza ciò che avverrà dopo il 2027. Le Comunità Energetiche hanno bisogno di un orizzonte stabile, che consenta di valutare non soltanto gli incentivi disponibili oggi, ma anche i modelli economici su cui potranno contare in futuro. » L’amministratore ha proseguito aggiungendo: «Proprio in questi mesi stiamo raccogliendo gli ultimi ordini per gli impianti di taglia più grande (1MW ndr) poiché il rischio di andare a realizzarli oltre alla data di scadenza attuale delle CER è alto e con questo anche l’incertezza sulla futura possibilità di accedere d altre forme di incentivi.»
Per alcune aziende quindi, iniziare la valutazione quando le condizioni attuali sono ancora disponibili potrebbe fare la differenza tra cogliere un’opportunità e accorgersene troppo tardi.
Se anche la tua azienda è interessata a far parte di una CER contattaci e fissa un appuntamento con un nostro consulente.

